Bibliotecum

Punto di interesse:

la traduzione in audiolibri di 10 testi della cultura locale con le voci dei cittadini volontari delle comunità di Santeramo in Colle e Adelfia;

Le Biblioteche coinvolte
Biblioteca Comunale  “Giovanni Colonna” di Santeramo in Colle
Biblioteca Comunale “Antonio Cafaro” di Adelfia

I Luoghi coinvolti
Biblioteca“Giovanni Colonna” e Comune di Santeramo in Colle
Biblioteca “Antonio Cafaro” e Comune di Adelfia

Biblioteca “Antonio Cafaro” – Comune di Adelfia

Libro “Una campana nella notte” – da “Capricci d’autore” di Lello Casella
Registrazione di Antonio V.

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Libro “Cenni storici” – “Dalle origini al 1799”
Registrazione di Francesca C. e Antonio A.

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Traccia 1 - Francesca
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Traccia 2 - Antonio
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Libro “L’anno 1799”
Registrazione di Rossana C.

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Traccia
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Libro “Folk unione – Canneto Montrone” – “Adelfia: il paese dei due pesi e due misure”

Registrazione di Vito N. e Arianna N.

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Traccia 1 - Vito
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Traccia 2 - Arianna
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Libro “Adelfia che caro paese” – “I centri storici”
Registrazione di Giusy E.

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Libro “Palazzo Marchesale”
Registrazione di Debora

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Libro “S.Maria del Principio”
Registrazione di Anna C.

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Libro “Chiesa S.Maria della Stella”
Registrazione di Maria Antonietta B.

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Libro “Torre normanna”
Registrazione di Fabio D.S.

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Libro “Madonna dell’oro”
Registrazione di Anna

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Libro “Racconti pugliesi” – “Oltre le colonne d’Ercole”

Registrazione di Virginia C. e Josephine M.

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Traccia 1 - Virginia
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Traccia 2 - Josephine
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Biblioteca “Giovanni Colonna” – Comune di Santeramo in Colle

Libro “La ghiandaia pianterina e il bosco certosino. Una fiaba per l’ambiente e il parco dell’alta Murgia” di Margherita Lillo – Torre di Nebbia Edizioni

Registrazioni di Anna P., Laura P., Vito C., Angela D., Vito Giulio D.G., Bruna P. e Rosalba B.

Pane, amore e … fiabe!
È la ricetta che Margherita Lillo suggerisce per far crescere felici i bambini. E di fiabe ne ha scritte e pubblicate veramente tante; ad illustrare con tratto maturo e colori vivaci è da sempre la figlia Roberta Leo. Margherita, persona solare e coinvolgente, crede nelle fiabe, nel loro mondo colorato e rassicurante, nella loro funzione pedagogica. il bambino si identifica in un perЅonaggio e nella sua storia fantastica, assimilando inconsciamente valóri cóme il rispetto e la solidarietà. D’altra parte, leggere un libro ai piccini e uno dei modi più efficaci ed amorevoli per stare più vicini ai propri figli.
Le favole di Margherita, però, hanno anche qualcosa speciale:animali e piante della Murgia ne sono i protagoniЅti. L’autrice traЅfónde nelle sue storie un móndo ricco e variegato che si iЅpiraadunambiente da difendere,ai raccónti del nonno, alle sue fantasie di bambina. Sono fiabe che conservano ancora oggi quel sapore del buon tempo antico, di quando la vita era

scandita solo dal ritmo delle stagioni, di quando la sera intorno al focolare si raccontavano storie ai bambini. Le fiabe erano e rimangono per sempre il nettare prelibato per la salute mentale ed affettiva dei nostri figli!

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Traccia 1 - Anna
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Traccia 2 - Laura
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Traccia 3 - Vito
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Traccia 4 - Angela
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Traccia 5 - Vito Giulio
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Traccia 6 - Bruna
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Traccia 7 - Rosalba
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Libro “Il Trombettista di Sackingen” – adattamento teatrale di Onofrio Arpino, dall’omonimo poema di Joseph Victor von Scheffel – Casa Editrice “Ottimi libri”

Registrazioni di Anna P., Laura P., Vito C., Angela D., Vito Giulio D.G., Bruna P. e Rosalba B.

L’adattamento “per teatro come un film” ha l’intento di far conoscere in maniera semplificata alla comunità di Santeramo, gemellata con la comunità di Bad Säckingen, la storia narrata nel poema in versi “Il trombettista di Säckingen”, di Joseph Victor von Scheffel (1826-1886), scrittore e poeta tedesco vissuto a Sackingen nel 1850-51.

Questo adattamento non sarebbe stato possibile senza la disponibilità di: Prof. Alberto Brunoro, germanista e docente di lingua tedesca, che ha tradotto il poema dal tedesco all’italiano.

L’adattamento “per teatro come un film” ha l’intento di far conoscere in maniera semplificata alla comunità di Santeramo, gemellata con la comunità di Bad Säckingen, la storia narrata nel poema in versi “Il trombettista di Säckingen”, di Joseph Victor von Scheffel (1826-1886), scrittore e poeta tedesco vissuto a Sackingen nel 1850-51.

Questo adattamento non sarebbe stato possibile senza la disponibilità di: Prof. Alberto Brunoro, germanista e docente di lingua tedesca, che ha tradotto il poema dal tedesco all’italiano.

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Scena 1 - Anna
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Scena 2 - Anna
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Scena 3 - Anna
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Scena 4 - Laura
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Scena 5 - Vito
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Scena 6 - Vito
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Scena 7 - Angela
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Scena 8 - Angela
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Scena 9 - Bruna
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Scena 10 - Bruna
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Scena 11 - Bruna
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Scena 12 - Vito Giulio
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Scena 13 - Vito Giulio
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Scena 14 - Vito Giulio
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Scena 15 - Rosalba
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Scena 16 - Rosalba
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Scena 17 - Rosalba
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Libro “Terra Sancti Erasmi” di Vito Tangorra – Fondazione Vito Tangorra

Registrazioni di Angela D., Anna P., Bruna P., Vito Giulio D.G., Laura P., Rosalba B. e Francesca I.

Il nostro proposito è di far conoscere la storia di Santeramo. La città nacque attorno ad un piccolo Monastero Benedettino e venne indicato come S. Erasmo, Villa di S. Erasmo, casale di S. Erasmo, Castello di S. Erasmo Terra di S.Heramo, S. Heramo, Università di S. Heramo, Universitatis S. Herami, Universitatis Sancterami..

Gli atti notarili del 600 lo dicono terra S. Erasmi», «terra S. Erami» e dopo terra di S. Eramo», mentre l’accezione piú dotta Terra Sancti Erasmi. Prese il nome dal Santo al quale il Convento fu dedicato dagli avventizi monaci basiliani, sotto suggerimento però dei loro pur esuli confratelli greci già da tempo in quel luogo.

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Traccia 1 - Angela
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Traccia 2 - Anna
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Traccia 3 - Bruna
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Traccia 4 - Vito Giulio
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Traccia 5 - Laura
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Traccia 6 - Rosalba
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Traccia 7 - Francesca
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Libro “Cara madre ti faccio sapere…” a cura di Giulia Poli Disanto – Edizione del Comune di Santeramo in colle

Registrazioni di Vito C., Laura P., Gianni S., Mariella, Francesca I., Rosalba B., Angela D., Vito Giulio D.G. e Bruna P.

“Cara madre ti faccio sapere” – documenti e testimonianze dei santermani nelle guerre del 900.

Un libro di contenuto prettamente santermano, che parla della nostra storia: quasi un secolo di vita a cominciare dalla guerra libica, fino alla II guerra mondiale raccontata con metodo serio e scientifico su fonti controllate e confrontate. E i nomi dei caduti con tutte le notizie che si sono potute reperire. Sono tantissimi!

Soprattutto si è voluta evidenziare l’umanità più autentica dei nostri concittadini, ricercando fonti non solo di carattere burocratico ma quotidiano, privato, familiare. Le lettere, i diari, le foto, i ricordi orali di uomini ancora fra noi hanno contribuito a ricostruire il dramma di chi la guerra l’ha vissuta dal di dentro. Le tracce della loro presenza, il ricordo della loro personale, oscura ma non per questo insignificante odissea ci riportano alle trincee, ai campi di prigionia,agli ospedali,ai luoghi della lotta partigiana,ai campi di concentramento nazisti.

Il volume è il frutto non solo dell’impegno dei ricercatori, ma anche opera dei santermani, di chi ha frugato negli archivi, dei tanti che hanno consegnato documenti privati e si sono separati dai ricordi di famiglia gelosamente custoditi, di tutti coloro che a vario titolo si sono mobilitati per salvare brandelli della memoria della città. Un libro veramente corale, un importante

contributo al dovere della memoria,un dono per la nostra città e per la nostra Storia. Perchè parlando di guerre, di caduti, di sofferenze …abbiamo voluto parlare di pace.

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Traccia 1 - Vito
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Traccia 2 - Laura
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Traccia 3 - Gianni
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Traccia 4 - Mariella
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Traccia 5 - Vito
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Traccia 6 - Francesca
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Traccia 7 - Francesca
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Traccia 8 - Francesca
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Traccia 9 - Rosalba
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Traccia 10 - Angela
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Traccia 11 - Vito Giulio
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Traccia 12 - Bruna
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Libro “La valigia di cartone” di Francesco Ferorelli – Edizioni Comunità Montana Murgia Barese Sud Est – Gioia del colle (BA)

Registrazioni di Francesca, Glenda, Mariangela, Ilenia, Anna, Marilena e Maria

La valigia di cartone: per tanti in età adulta, un simbolo; per i giovani e i giovanissimi, forse, poco più di niente.

il testo autobiografico di Francesco Ferorelli ha il duplice pregio: da una parte, dare valore a questo simbolo e, dall’altra, offrire un contributo storico dell’emigrazione soprattutto alle nuove generazioni.

La valigia di cartone, ovvero il simbolo che racchiude la storia di ogni emigrante che lascia la terra natia e si avventura verso un luogo lontano di cui aveva sentito parlare,alla ricerca di un futuro migliore per sé e per la sua famiglia.

La storia di Francesco Ferorelli è simile a quella di tutti gli altri emigranti che lo hanno preceduto e seguito. E sono stati tantissimi.
Nella valigia di cartone, ognuno di loro insertava quel poco che aveva e, poi, la “sigillava” tutta intorno con lo spago.

Cosa è stata, allora, questa valigia per tanti di noi? Una miniera di sacrifici e di privazioni, bramando il ritorno a casa con una “valigia” migliore e tanti ci sono riusciti.

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Traccia 1 - Francesca
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Traccia 2 - Glenda
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Traccia 3 - Mariangela
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Traccia 4 - Ilenia
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Traccia 5 - Anna
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Traccia 6 - Mariangela
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Traccia 7 - Marilena
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Traccia 8 - Maria
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Traccia 9 - Glenda
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